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Comune di Quattordio

domenica 20 agosto 2017

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Medio Evo

Pochissime notizie si hanno di un periodo di totale sconvolgimento politico ed economico corrispondente alla calata nelle valli piemontesi dei Goti, dei Burgundi e dei Longobardi. Proprio quest’ultimo popolo è ricordato da tutti quei borghi il cui nome termina in “engo” (o “ango” o “ingo”).

 

E’ di questi anni, precisamente del 665 dC., una tremenda battaglia avvenuta in una località prossima a Quattordio tra Longobardi e Franchi. Secondo la leggenda i Longobardi ingannarono i rivali fingendo di fuggire e lasciando nel contempo grandi quantità di cibo e vino; nella notte, però, tornarono furtivamente e sorpresero i Franchi addormentati od ubriachi. Ne fecero una strage tale che il Rio Gaminella diventò rosso di sangue ed il luogo, denominato Rivus Francorum, ha conservato fino ai nostri giorni quel ricordo chiamandosi Refrancore. I Franchi ebbero però la loro rivincita con l’avvento di Carlo Magno e dominarono le terre piemontesi dal 774 al 888; del loro regno resta una tradizione tramandata in modo unicamente orale in quanto non esistono tracce evidenti della loro presenza.

 

E’ da notare come, probabilmente, esistono già in questo periodo le prime costruzioni della nascente Quattordio, situate quasi certamente nella zona attualmente denominata la “rocca”. In epoca medioevale nuove vie di comunicazione vanno ad aggiungersi a quelle romane già analizzate. Nel tardo medioevo e nei due secoli seguenti, la capitale del Marchesato del Monferrato, Casale, era unita al Tanaro mediante una strada che, quasi come un cordone ombelicale, toccando Vignale, Fubine, Felizzano, Masio (queste due ultime località collegate da un traghetto), Bergamasco e Mombaruzzo, raggiungeva il maggiore centro dell’alto Monferrato e cioè Acqui Terme. Altre due strade, poi, congiungevano Alessandria con Casale superando le colline orientali del basso Monferrato, e con Acqui, seguendo la valle del Bormida. Da documenti esistenti presso l’archivio di Stato di Torino ed in quelli comunali di Cerro Tanaro e Capriata d’Orba si scopre l’esistenza di due altre strade franche colleganti i due disgiunti pezzi del Monferrato. Una è quella che, staccandosi da Asti a Moncalvo, scendeva al traghetto del Cerro.Naturalmente, per strade franche, si intende solamente quei tratti inseriti nel territorio del Ducato di Milano. Il secolare, se non quasi millenario, pedaggio di Masio sul fiume Tanaro è durato, in un certo qual modo, fino ai nostri giorni, quando un ponte è venuto a sostituirlo.

 

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